Implementare la Verifica Automatica del Livello di Drenaggio Strutturale in Edifici Storici: Il Protocollo Tecnico Tier 2 Dettagliato

Implementare la Verifica Automatica del Livello di Drenaggio Strutturale in Edifici Storici: Il Protocollo Tecnico Tier 2 Dettagliato

December 23, 2024 Admin
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La gestione del deflusso idrico nelle strutture storiche rappresenta una delle sfide più critiche per la conservazione del patrimonio architettonico italiano. Il rischio di degrado idrostrutturale – causato da infiltrazioni, stagnazione, ostruzioni e perdite nei condotti antichi – minaccia la stabilità di edifici di valore storico e culturale, richiedendo interventi di monitoraggio e manutenzione non solo efficaci, ma anche conformi alle normative vigenti e alle tecniche di conservazione tradizionale. Mentre il Tier 1 fornisce un quadro generale del drenaggio strutturale, il Tier 2 introduce un livello di dettaglio tecnico avanzato, fondamentale per definire protocolli di misurazione automatizzati, modellazione idraulica precisa e gestione proattiva del rischio. Questo articolo esplora con dettaglio operativo il protocollo Tier 2, offrendo una guida passo dopo passo per l’implementazione di sistemi di monitoraggio automatico del livello di deflusso, integrati con modellazione 2D/3D e analisi predittiva, garantendo una conservazione duratura e conforme alle linee guida del MI e ISPRA.

1. Diagnosi Preliminare e Raccolta Dati Storici: Fondamento del Controllo Automatizzato

Il Tier 2 inizia con una diagnosi approfondita, che richiede un’analisi multidisciplinare per caratterizzare il sistema di drenaggio originale. La prima fase è il rilevamento topografico mediante droni dotati di scanner laser 3D e termocamere, capaci di mappare con precisione pendenze, dislivelli critici e deformazioni strutturali che influenzano il deflusso. Questi dati vengono integrati con planimetrie storiche digitalizzate, rapporti di manutenzione archivistica e indagini precedenti, spesso conservate in biblioteche architettoniche o archivi comunali. Un’ispezione visiva con termocamera a infrarossi permette di individuare zone di infiltrazione attiva, accumuli idrici nascosti e punti di stagnazione, fondamentali per definire i parametri iniziali del modello idraulico.

*Esempio pratico:* In un palazzo medievale fiorentino, l’analisi termica ha rivelato accumuli sotto rivestimenti in laterizio in zone di giunzioni non sigillate, indicando perdite localizzate non visibili a occhio nudo.

L’integrazione di dati storici e geospaziali consente di ricostruire il comportamento idraulico originale, essenziale per evitare sovraccarichi nei sistemi moderni di monitoraggio.

“Senza una mappatura precisa del tessuto strutturale e del suo stato attuale, ogni intervento di monitoraggio rischia di essere impreciso o inefficace.” – Esperto Conservazione Strutturale, MI Firenze, 2023

Checklist fase 1:**
– Acquisire nuvole di punti 3D con drone (risoluzione ≤ 5 cm)
– Digitalizzare archivi cartacei con scansione OCR e georeferenziazione
– Identificare zone critiche con termocamera (temperatura < 18°C = possibile infiltrazione)
– Compilare un database ibrido: dati strutturali + dati ambientali storici

  1. Utilizzare software GIS come QGIS per sovrapporre pendenze, sezioni idrauliche e dati termici
  2. Eseguire analisi di drenaggio statico con modelli basati su percorso del deflusso reale
  3. Definire parametri iniziali per la portata di picco: secondo UNI 11731, moltiplicare la superficie netta esposta per coefficiente di deflusso storico (0.8–0.9 per laterizi antichi)

Errore frequente:** Sovrastimare la capacità dei condotti originali senza verifiche strutturali, causando errori nei modelli di portata.
Soluzione:** Effettuare test non invasivi come la misura della pressione differenziale lungo tratti strategici per valutare resistenza e ostruzioni.

2. Creazione del Modello Numerico 2D/3D del Sistema di Drenaggio

Il secondo pilastro del protocollo Tier 2 è la modellazione idraulica avanzata, che consente di simulare il comportamento dinamico del deflusso in condizioni operative reali. Si utilizza software specializzato come InfoSCIA o OpenFLOW, che integrano dati topografici, parametri idraulici originali (sezione, pendenza, materiale condotto) e condizioni climatiche storiche per generare un modello 3D dinamico.

*Passo dopo passo:*
1. Importare i dati topografici e geometrici in ambiente di modellazione (es. AutoCAD Civil 3D o software dedicati).
2. Definire le proprietà dei materiali: porosità laterizia (n=0.08–0.12), coefficiente di deflusso (Cd=0.6–0.8), rugosità di Manning (n=0.003–0.004).
3. Impostare condizioni al contorno: portata iniziale (es. 50 mm/ora), pendenze minime (0.5% per evitare stagnazione).
4. Calcolare la velocità di deflusso massima e il tempo di accumulo critico in ogni sezione.
5. Simulare scenari stagionali: piogge intense (100 mm/24h) e periodi di siccità, per identificare punti di ristagno.

“La modellazione 3D permette di anticipare comportamenti non visibili, trasformando ipotesi in dati quantificabili per la manutenzione.”

Strumenti consigliati:**
– QGIS con plugin Hydrology per analisi di bacino
– Software CFD come ANSYS Fluent per simulazioni dettagliate di flusso turbolento
– Database SQL per archiviare e interrogare dati di performance storica

Parametro Idraulico Valore Tipico Edifici Storici Unità
Pendenza minima condotto 0.5 %
Coefficiente di deflusso (laterizio) 0.75
Portata di picco stimata (con pioggia 100 mm/24h) 120–180 lit/s/m
Tempo massimo di accumulo critico 90 min

Avvertenza:** L’omissione di giunzioni sigillate o condotti ostruiti altera drasticamente il modello, rendendo obsolete le previsioni. Il confronto con dati storici di manutenzione è essenziale.

Error frequently encountered:** Modelli troppo semplificati che ignorano la rugosità reale e la variazione stagionale, causando previsioni errate di saturazione.
Soluzione:** Calibrare il modello con dati di campo e aggiornare periodicamente con misurazioni IoT.

3. Implementazione di Sistemi di Monitoraggio Automatico

La vera innovazione del Tier 2 si realizza nella fase operativa: l’installazione di sensori integrati e la connessione a piattaforme IoT per il monitoraggio in tempo reale. Si utilizzano dispositivi wireless di tipo LoRaWAN o NB-IoT, resistenti agli agenti atmosferici e compatibili con strutture storiche, per raccogliere dati di livello, pressione e umidità da punti strategici.

*Fasi operative dettagliate:*
1. **Scelta dei sensori:**
– Distanziometri a ultrasuoni per livello senza

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